
Inizierò oggi una serie di post sulla mia cittadina di residenza, i cui abitanti, anzi, i cui dirigenti, sembrano ultimamente essere impazziti. Capire ciò che accade nella politica locale, può essere molto utile per interpretare anche quella nazionale.
Marsciano è una città operaia, sede delle Fornaci Briziarelli che tutt’ora danno lavoro a qualche centinaio di marscianesi, negli anni l’economia marscianese si è sviluppata, e la forte presenza di operai, unita alla collocazione del nostro paese all’interno del “triangolo rosso”, ha fatto sì che sotto al 70% il Pci è sceso difficilmente. Il sindaco attuale, Gianfranco Chiacchieroni, è al suo secondo mandato, eletto con, udite udite, l’83% delle preferenze. Chiacchieroni, da tutti conosciuto come “bucciottino”, è stato un grande sindaco durante i suoi primi cinque anni di governo. Ha sistemato la viabilità, ha ridato vita alle piccole frazioni, ha capito che la sfida della politica era sulla comunicazione, ed ha agito di conseguenza. Si è guadagnato la riconferma con tanto di record (sindaco più votato nei comuni con più di 15.000 abitanti). Purtroppo però è accaduto ciò che tutti temevano: il potere ha mostrato tutti i suoi effetti collaterali in questo secondo mandato.
Pur essendo persona scaltra e saggia, il nostro sindaco è sempre quello che durante la serata di capodanno 2002 ballava ubriaco perso e cravatta legata in fronte sopra il palco dei dj insieme alle cubiste che tutti volevano parigine, anche se probabilmente venivano da non più lontano del Pantano (noto ritrovo di prostiture perugino, ndr), al massimo. Quando uno così si vede eleggere “Re” del suo comune, diventano dolori. La voglia di apparire ha preso il sopravvento, ora ogni minchiata che si organizza viene sempre pubblicizzata come evento di rilievo nazionale, impreziosita da qualche ospite mercenario che ogni tanto appare a Domenica In.
Il Premio Nestore, così presentato dall’assessore allo sport Bertini, è una delle tante “perle” che la nostra amministrazione ci regala. Quello che dovrebbe essere un riconoscimento allo sport locale che meglio ha figurato durante la passata stagione sportiva, si è trasformato in una sorta di avanspettacolo autocelebrativo di bassa lega. L’ospite di maggior rilievo, quest’anno, è stato tal Marco Mazzocchi, a cui è andato il premio Sandro Ciotti. Detto premio andò negli scorsi anni a Candido Cannavò, Italo Cucci e Riccardo Cucchi, tutta gente che probabilmente ignora l’esistenza di Mazzocchi tra le fila dei giornalisti, lui che è stato cacciato dalla Domenica Sportiva per rifugiarsi nell’Isola dei Famosi. Il nostro Mazzocchi, quindi, ha passato tutta la serata snocciolando battute, sconcie e non, e scherzando con i suoi amici Tombolini, Spalletti, Tardelli eccetera. Il top lo ha toccato quando ha detto “VaffanGuly” rimembrando il gol di mano di un giocatore del Bologna e le proteste dell’allenatore dell’Udinese che subì detto goal.
Una serata in cui l’obiettivo primario, lo sport locale, è passato in secondo piano, perché noi a Marsciano siamo famosi a livello nazionale, perbacco. Da tutta Italia vengono a vedere le nostre bucciottate. Il prossimo anno avremo anche la Vita in diretta, caspita.
Altra dimostrazione del provincialismo della nostra cittadina, è il festival di Musica per i Borghi. Idea bella e valida,se sviluppata in modo minimamente razionale. In realtà una vetrina per il sindaco che si fa bello, riesce a mantenere i suoi amici d’infanzia altrimenti condannati a marcire ubriachi ai lati dei bar del territorio, in cambio di concessioni e favori agli imprenditori che mantengono la manifestazione. Non è un caso che lo sponsor più corposo è un’impresa edile e a Marsciano sono anni che non di fa che costruire dappertutto, centri commerciali come funghi, palazzi in ogni dove.
La serata finale di Musica per i borghi è l’appuntamento clou, si è partiti da Gloria Gaynor per arrivare ai tributi a Battisti e De André, eseguiti pessimamente, tra l’altro. Gli organizzatori li spacciano per concerti gratuiti, in realtà davanti ci sono 2500 sedie riservate agli sponsor, i palazzinari di cui dicevamo prima. Quindi il pubblico plebeo si può assiepare a 150 metri di distanza dal palco, dove non si vede né si sente niente, dato che l’impianto audio è abbastanza scarso, benché la serata sia di livello nazionale. A dimostrare la pochezza dell’evento, quest’anno la serata De André è stata uno scandalo, a livello musicale intendo. I quattro baggiani rimediati a caro prezzo dal direttore artistico Vessicchio, non avevano neanche provato i pezzi: nicky niccolai ha concluso Via Del Campo sbagliando il verso finale:
Dai diamanti non nasce niente,
dai diamanti nascono i fior
Questo fa capire cosa c’è dietro Musica per i Borghi. Niente, o meglio è un modo elegante e alternativo alle più immorali tangenti. Da questo punto di vista meglio una serie di concerti che un sindaco che intasca miliardi a nostra insaputa. Questo sicuramente fa onore a Gianfranco Chiacchieroni, sulla cui onestà chiunque metterebbe la mano sul fuoco. Ma noi di sinistra vogliamo di più, da sempre. Sappiamo che comandano i soldi, ma dal tamponare questo potere con festival e iniziative di dubbio gusto, bisogna passare a dominarli, questi facoltosi. E’ dura, ma ce la possiamo fare. Un giovane Benigni arringava la folla così:
“in Italia c’è due milioni di operai, un milione di impiegati, cento mila imprenditori: oh come fanno a vincere sempre gli imprenditori?”










Aggiungo questo link qua: musica per i borghi per aiutare la campagna di disobbedienza civile