
Dopo che tutta casapiddu ha brillantemente superato l’esame di Ricerca Operativa, è tempo di lasciarsi indietro gli strascichi romantici che solo poliedri convessi e basi non deggeneri sanno trasmettere, e tornare al proprio paesello.
Musica per i borghi, il festival ormai arrivato ad essere internazionale, ha iniziato il suo corso giusto una settimana fa, durerà fino a fine luglio nel disinteresse generale. D’altronde i dindini sono finiti, dato che i terreni edificabili sono finiti e i palazzinari tirano un po’ i remi in barca. A Marsciano se chiedi in giro che cos’è Musica per i borghi, per la maggior parte non sanno rispondere. In effetti quest’anno il cast è veramente scarsino, non per colpa loro, ma perché in un festival senza né capo né coda è dura fare bella figura.
Tra tutti gli artisti spiccano Greg e la sua jive band, Edoardo Bennato e le taverne aperte che rianimeranno il borgo vecchio di Marsciano, con tanto di artisti di strada. Quelle saranno serate a cui parteciperò, a quella delle taverne soprattutto: lì ci si diverte per davvero e sono secondo me la rappresentazione più azzeccata del concetto di “musica per i borghi”. Mentre il resto dei concerti, dove si esibiranno artisti napoletani in quantità industriali, ragazzi di Amici (o Amici di ragazzi), sono tutta fuffa per riempire le tasche di Vessicchio, direttore artistico della manifestazione.
Ricevo e pubblico, ora, una lettera di tal Vitellozzo Vitelli capogruppo di una lista civica, “Supposta Marsciano”, inviata al TamTam, quotidiano locale della media valle del tevere. Purtroppo il direttore del giornale, dopo aver già pubblicato un intervento del Vitelli, è stato costretto a cestinare il tutto dalla censura che il “palazzo” opera solitamente (e questo blog si è salvato per miracolo).
Caro Direttore,
mi dispiace doverle scrivere sempre in frangenti seriosi, e utilizzare un tono che ancora una
volta può sembrare lamentevole. C’è però una parte di popolo a cui non va bene neanche la politica
del pane et circensem, e dobbiamo in qualche modo fargli capire che non sono divinità scese in
terra, con i loro titoli di studio, con i loro libri, con la loro presunta ed infallibile razionalità.
Oggetto dello scandalo, questa volta, il festival che tanto successo ha raccolto, “Musica per i
Borghi”, una grande intuizione che ha cominciato a far conoscere il nostro paesello anche tra i
comuni limitrofi.
Abbiamo riempito, e sono già tre anni che accade, piazza Carlo Marx come
neanche il karaoke di Fiorellino era riuscito, e se fossimo riusciti a contattare il vincitore di quella
kermesse canora, il nostro Walter Sdoga, il concerto finale del 29 luglio sarebbe stato ancora
migliore. Purtroppo i nostri agenti non sono riusciti a trovare l’accordo con il nostro compaesano, e
abbiamo ripiegato su rincalzi di lusso, come Di Giacomo, Antonella Ruggiero e Nicky Niccolai. E
addirittura ci accusano di non essere di sinistra, nonostante quest’anno il concerto finale è stato
dedicato a Fabrizio De André, che ci hanno assicurato come un icona di comunisti, insurrezionalisti,
punkabbestia, capelloni sudici filomarxisti e anche la comunità maoista del medio tevere era
entusiasta. A questo punto non sappiamo più cosa fare. Ci siamo affidati al migliore direttore
artistico in circolazione, e addirittura economico, scelto dopo ore e ore di zapping tra i palinsesti
pomeridiani di Mediaset. E invece, tutto un mugugno, soprattutto da parte di quelli fuori dal recinto
vip, quelli che dicevano di conoscere le canzoni del grande Faber. Prima, “non sentono bene”, poi
“gli artisti sul palco non sanno le parole!”, poi “non si vede niente da questa distanza!”, e via
dicendo. Ma perché, loro forse sapevano a memoria per filo e per segno canzoni che hanno
segnato, dicono, la storia della musica italiana come “Via del Campo”? Bene, li sfido fin da ora a
venire nel mio ufficio e cantarmela tutta.
In preda allo sconforto, per non riuscire mai ad accontentare questi sinistroidi, che dicono di
avere anche diritto di voto (mah..), la prossima edizione del nostro festival sarà rivoluzionata, in
modo da chiarire tutto fin da subito.
Il nome cambierà in “Musica per i borghesi”, tutti i concerti saranno gratuiti fino a 150 m dal palco,
da lì in poi si avrà diritto ad un posto vip se e solo se appartenenti a tali categorie:
- Bottegai
- Arrichiti con moderazione
- Arricchiti Arraffoni
- Già Ricchi Da Prima
- Palazzinari Normali
- Palazzinari Cementificanti
- Autorità, Parlamentari
- Ministri
quindi in prima fila Macellai e Squillo d’Alto Borgo.
Questo il programma: serata tributo a Jimi Hendrix con “Mariano e i Belli Dentro” insieme ad un
orchestra di 40 strumenti armeni. Serata revival ’40-’50-’60 e due figure, con Peppino di Capri, Fred
Bongusto, Beppe Furino e Carlo Martelli. Concerto finale con il botto: sul palco principale
saliranno Bob Marley, Freddie Mercury, John Lennon e Jim Morrison, tanto anche quelli sotto al
palco sembrano (o sono) tutti morti.
Come vede, caro Direttore, siamo sempre molto attenti non solo ad amministrare e gestire le
problematiche concrete che un Comune deve affrontare, ma diamo sempre uno sguardo alla cultura
del nostro popolo, anch’essa importante per lo sviluppo di un bel territorio come il nostro.
Ora la saluto e la ringrazio per l’attenzione, e con l’intento di dimostrare come ce la stiamo mettendo
tutta, abbiamo addirittura adottato come nostro slogan i versi di quel cacchio di De André dedicandoli proprio ai nostri elettori “sinistri”:
“E se credete ora, che tutto sia come prima, perché avete votato ancora, la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare, la paura di cambiare, verremo ancora alle vostre porte, e grideremo
ancora più forte, per quanto voi vi crediate assolti, siete per sempre coinvolti.”
Vitellozzo Vitelli
capogruppo SM










Bucciottino rulez!!