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Dic
07

Al ballo mascherato delle celebrità

E pensare che qualcuno indicava La7 come una tv libera e fuori dalle lottizzazioni faziose di Rai e Merdaset. Evidentemente quel qualcuno si è già dimenticato di come il progetto La7 fu subito affossato in principio, quando il gruppo Pirelli (diretto dal signor Tronchetto della felicità, tanto per citare Grillo) si comprò Telecom Italia, proprietaria di La7 appunto.

La mossa più bella della “tv libera” l’hanno compiuta due giorni or sono, censurando in maniera amabilmente cilena il Decameron di Daniele Luttazzi. Motivo apparente una battuta giudicata volgare su Giuliano Ferrara. C’è però il sospetto che in questo caso, come in una cabina telefonica, il pingue conduttore di Otto e Mezzo non c’entri. Dopo 4 puntate in cui Luttazzi non ha risparmiato nessuno, senza mai sparare a salve ma riportando fatti precisi, la nostra “tv libera” non ha retto alle pressioni. Luttazzi ha parlato anche di Spe Salvi, quella specie di idiozia su carta chiamata enciclica, e guarda un po’ è arrivata la censura. A La7 si difendono dicendo che “Crozza imitava Nazinger, figurarsi se censuriamo Luttazzi per questo”. Guarda un po’ Crozza ha dovuto “calmierare” l’imitazione del santo padre dal passato nella gioventù nazista.

La situazione dell’informazione e dell’opinione pubblica è sempre più fantozziana. Il mondo politico non fa altro che scannarsi sulla legge elettorale, con i mercenari della ex Casa circondariale delle Libertà che si fanno paladini della democrazia e pretendono (in teoria giustamente) di approvare una legge tutti insieme, maggioranza e opposizione. Possibile però che nessuno si ricordi di come e perché hanno approvato la legge attuale, lo strafamoso “porcellum”? Ad un mese dalle elezioni e a colpi di maggioranza. Roba da barzelletta, ma nessuno sembra accorgersene, normale amministrazione. Il loro padrone non fa altro che sparare boiate e smentirsi il giorno dopo, e proprio da una delle sue uscite è nata la battuta di Luttazzi. Berlusconi si è detto in fondo in fondo contrario alla guerra in Iraq. Lui stesso che ha deciso per l’intervento italiano, senza uno straccio di decisione da parte dell’ONU. Il bello è che nessuno lo contraddice, nessuno fa notare questi calembour. Il bello è che ci sono operai che votano questo protettore dei palazzinari, e poi si lamentano del loro potere d’acquisto che cala a picco. Ma siete davvero così stupidi da pensare che faccia gli interessi del popolo, uno che il popolo se l’è comprato sfruttandone le debolezze? Siamo il paese delle contraddizioni, e sembriamo accettare di buon grado la cosa. Basta che la nazionale vinca i mondiali, che la juventus torni in serie A, che la famiglia è un valore da rispettare anche se il marito pesta la moglie e permette ai bambini di guardare la De Filippi.

Nonostante tutto, però, ancora c’è chi crede in qualcosa. Proprio l’altroieri era il giorno dell’Immacolata concezione, il giorno che ricorda quando l’arcangelo Gabriele entrò negli studi della Warner Bros mentre Madonna registrava “Like a Virgin”, e annunciò alla popstar che era incinta. Da lì a poco sarebbe nato Rocco Ritchie, figlio di Madonna e dunque il messia. A rendere onore al diletto pargoletto arrivarono a piedi a Los Angeles Michael Jackson (rifattosi nero per l’occasione), Robbie Williams e Ricky Martin, portando Oro, Hashish (un fumo di molto migliore dell’incenso) e Birra.

E adesso censurateci tutti.

P.S.: da qui potete scaricare le puntate di Decameron, tramite bitTorrent.


5 Risposte a “Al ballo mascherato delle celebrità”


  1. 10 Dicembre 2007 alle 11:09:24

    Tutto quello che dici è vero; la cosa che critico è che non puoi sfruttare ogni pretesto per iniziare a parlar male di Berlusconi.
    Fai bene a parlarne male, ma fai un post separato; se dalla censura di Luttazzi salti a dire che Berlusconi è un criminale la tua protesta perde potere, perché sembra che la fai solo perché ce l’hai con lui.
    Sarebbe stata molto più efficiente se avessi continuato a parlare di censura ed avessi fatto il collegamento con quella che viene praticata in Rai dal governo e con la nostra sottomissione al Papocchio.

  2. 10 Dicembre 2007 alle 11:25:52

    Berlusconi è il simbolo delle contraddizioni italiane. La censura è un’altra delle assurdità: il caso delle influenze sulla Rai uscito fuori da poco non ti dice niente? Parlando di contraddizioni non si può che parlare di Berlusconi.

  3. 10 Dicembre 2007 alle 12:20:42

    Non necessariamente. La censura non è voluta solo da Berlusconi, ma da tutta la classe politica, che vuol controllare tutto. Oltre al potere esecutivo e legislativo, ora controllano anche il potere giudiziario e l’informazione.
    Questa dittatura non è di Berlusconi, ma dei politici corrotti, cioè tutti, dal nostro alLocco in su.
    Non voglio sminuire le colpe di Berlusconi (che rimane in testa), ma voglio aumentare quelle di tutti gli altri politici.
    Il governo di sinistra ha fatto una campagna elettorale contro Berlusconi, ma poi non ha ritoccato nulla di quello che aveva fatto, segno evidente che gli sta bene così. Anzi, con la Magistratura hanno fatto quello che Berlusconi non era riuscito a fare; da questo punto di vista clEMENTE è peggio di lui.
    Gli accordi Rai-Mediaset portavano ad un filtro all’informazione (come se ora non ci fosse più!), che di sicuro sta bene a tutti quanti, non solo allo psiconano. Guarda la visita del Dalai Lama: il governo non l’ha ricevuto e la Rai non ne dice nulla.
    Mi stupisco che ancora il papocchio non abbia fatto in modo di far sparire Odifreddi dalla televisione.
    Quello a cui voglio arrivare è che il potere politico è unico e corrotto totalmente, non sono solo due o tre persone ad essere così; questo potere controlla l’informazione utilizzando la censura senza scrupoli; qui c’è una dittatura della classe politica, non di Berlusconi.

  4. 10 Dicembre 2007 alle 16:36:40

    E’ indubbio cio’ che dici, caro Sommo. La classe politica attuale sguazza bene in questo mondo, ma quella che dovrebbe essere la sinistra si e’ “adagiata” proprio inseguendo quello che spacciano per il nemico pubblico numero uno, anche se non lo e’. Dalla Tv commerciale in poi il silvio ha introdotto un modo nuovo di fare politica. Il vecchio sistema intanto implodeva su se stesso, lui ha fornito un’alternativa ancora piu’ comoda: non piu’ informazione ma tanta Ruota della Fortuna. Sulla politica si parla, a volte per luoghi comuni, da sempre, ma vedere un operaio che vota per chi fa sfacciatamente gli interessi del suo padrone non si puo’ che spiegare con l’imbonimento. Quello che i “media tradizionale” hanno saputo fare dagli anni ‘90 fino ad oggi.

  5. 11 Dicembre 2007 alle 0:20:23

    Lo scenario è preoccupante, anzi tragico, stiamo andando verso l’impossibilità di esprimere le proprie idee a tutti i livelli basti pensare anche alla legge Levi-Prodi, stanno pian piano cercando di chiudere la bocca a chi non la pensa come loro, e la cosa comica è che lo fanno anche con chi è dalla loro parte. Si prevedono momenti bui per la libertà di parola, Enzo Biagi è ritornato in televisione solo da morto, Marco Travaglio ha detto bene la differenza fondamentale tra la prima e la seconda repubblica è che quelli che facevano parte della prima dal parlamento sono finiti in galera nella seconda quelli che erano in galera sono finiti in parlamento.


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