Sabato sera era una serata tra “soli uomini”, ovvero la serata in cui i poveretti ancora fidanzati erano tutti slegati perché le loro donne erano all’addio al nubilato di una loro amica. Uno dei miei difetti è che mi perdo sempre in preamboli iperbolici e poi perdo di vista la cosa di cui volevo parlare, ma ci arrivo in un istante.
Insomma si siamo stati alla Vila, ridente discoteca del lago trasimeno, in cui abbiamo comprato gli ingressi a un prezzo ribassato come si comprerebbe il fumo in piazza IV Novembre, se siete di Perugia, o piazza delle Vettovaglie, se siete di Pisa.
La concentrazione di donne era elevatissima, ma dopo un lungo peregrinare ci siamo accorti che erano tutte fidanzate, e acide per giunta. La mia unica recriminazione è stata con una ragazza a cui ho chiesto: “Ma che è un club di scambisti? No perché all’entrata non c’era scritto.” oltretutto sabato avevo preso la macchina ed essendo sobrio vedevo le cose in modo molto differente rispetto alle altre volte: “Sono BOB l’autista sobrio al vostro servizio!”
Voi direte che forse me lo sono meritato, sei andato in una discoteca e delle peggiori, e forse avete ragione però ancora non capisco una cosa, io se ho mangiato a casa non ci vado mica al ristorante e tantomeno mi siedo al tavolo solo per dire al cameriere che ho già cenato, coprendolo di insulti.
Il vero di problema di tutto è ugo, sappiamo bene, e lo possiamo dimostrare quando volete, che una relazione ben fondata ha un minimo, per definizione di ben fondato, perciò la domanda più grossa è ma cosa c’entra l’operatore delle conseguenze immediate (R cappuccio) in tutto questo?
Non lo so, e forse non mi riguarda nemmeno, in questo momento jiimbo è uscito dalla doccia e sta facendo cose strane, ve lo posso dimostrare per induzione sulle derivazioni.
Sarà una settimana lunghissima questa di preparazione a Ugo, ve lo posso dimostrare per assurdo, e poi prima o poi arriva la sguattera…











bella figura di merda, insomma…
Un mio amico c’è morto. Mario.
Era amico di Ugo, famoso gastroestimatore di acronimi.