
I pidduisti come ben si sa sono persone che amano sperimentare, sperimentano un po’ di tutto e tra questi esperimenti c’è anche il cibo più amato dagli studenti: il kebab.
La fortuna per i pidduisti è di essere a Pisa, come riporta il corriere la giunta forzista (nel senso di un po’ forza nuova e un po’ forza italia) di Lucca ha vietato l’apertura di nuovi kebabbari nel centro di lucca, dentro le mura per intendersi.
La legge comunale va in realtà un po’ oltre:
«Non è ammessa l’attivazione di esercizi di somministrazione, la cui attività sia riconducibile ad etnie diverse »
e consiglia ai ristoranti italiani che volessero presentare piatti etnici di mettere nel menu:
«almeno un piatto tipico lucchese, preparato esclusivamente con prodotti comunemente riconosciuti tipici della provincia»
tipo i wurstel e crauti che si servono alla oktober fest di Castelnuovo Garfagnana (LU) o il fish and chips serviti in puro stile angloscozzese alla sagra del Pesce e Patate (Fish and Chips Festival) di Barga (LU). Tutte cucine tipicamente lucchesi, ma magari abitando a Pisa non riesco a comprendere la cucina Garfagnina…
La giunta si difende dalle accuse di razzismo:
«i divieti riguardano anche pizze al taglio, Mc Donald’s, fast food, sexy shop. E non sono applicabili agli esercizi esistenti» (questa frase mi ricorda Abe Simpson che difendendo Homer dice: “ Mio figlio non è un comunista! sara’ forse un imbroglione, un ladro, un comunista, ma non è una pornostar!”)
«Nessuna crociata, si vuole solo tutelare la specificità della nostra cucina, messa in pericolo dalle recenti liberalizzazione del settore » (come la liberalizzazione della telefonia mobile, infatti a Lucca tutti hanno TIM)
Sarà pure che ho capito male, ma io quando torno a Pisa un kebabbone for lunch me lo faccio.
P.S. In queste ore lo scudo mediatico sta pure diffondendo la notizia di una ricerca che sostiene che un doner kebab (quello più comune che si trova in italia) conterrebbe 1000 kcal e il 20% di grassi saturi, dalle mie ricerche mediamente un kebab contiene 500 kcal e una percentuale importante di grassi, il 15%-20%, ma non saturi visto che non si usa carne di maiale.










Proprio ieri cena di dottorato (salterò quella di Pisa di stasera, perché poi non so come tornare); siamo andati in un “ristorante tipico lucchese”.
Per dimostrare la sua tipicità, il caro Gigi propina prezzi alti a fronte di porzioni minuscole (ormai l’avarizia lucchese è diventata tradizione) e ha rinominato i classici ravioli di carne in “tordelli lucchesi”.
In compenso la “torta della nonna” (crema e cioccolato) era ottima e la porzione più che abbondante.
Hai dimenticato di citare che i ristoranti dovranno avere seggiole in legno e “inserirsi nello stile del centro storico”…