
Come tutti gli anni si rinnova la tradizione pidduista della settimana bianca del CiocioSciClub, e come tutti gli anni il blog di casapiddu si trasforma in un diario della nostra vita a casapiddu, che vi piaccia o no.
L’anno scorso vi abbiamo ammorbato con The days of rock ‘n roll, l’anno precedente il ragazzo strambo raccontò la sua impresa nei Six days lonely, quest’anno il titolo è autoesplicativo e se non lo è lo scoprirete alla fine, ora iniziamo con questo noioso racconto.
Arrivo alle 19 in una casapiddu gelida, il viaggio è stato confortevole su dei treni sempre con la presa per il portatile, con la sensazione che anche l’italia si sia modernizzata, unico problemino un bambino di 5 anni che per la gioia dei genitori ha preso a calci la mia borsa, censuro i miei pensieri in quel momento per non essere segnalato all’UNICEF.
Comunque ero rimasto alla casapiddu gelida, poso tutti i bagagli, o baganai per i più, e mi dirigo a giudicare lo stato di salute della coltivazione di piante tropicali nel corridoio, per la finanza dobbiamo dire che sono peperoncini non maria, li trovo con uno strato di muffa che li accompagna, non so se è un bene o un male.
Dopo la doccia mi preparo a preparare una cena con ingredienti creativi tratti dal frigo, la mortadella ha un sapore riprovevole, e il pane bianco è terribilmente vecchio, ma il frigo contiene abbastanza birra per continuare. In tv c’è Franceschini da Fazio e quasi mi passa l’appetito a sentire quello che dice, piccola telefonata di Jiimbo per sapere come stanno i peperoncini e poi mi rendo conto che ho sporcato più piatti io che una sagra di paese.
Nessun problema, mi sbuccio una mela e mi metto a scrivere un post, giuro da domani scriverò post migliori…










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