Il ballottaggio marscianese è ormai un caso nazionale, addirittura Il Manifesto ne parla. Le diciture sono le più disparate, regolamento di conti interno alla sinistra, lezione politica per la deriva autoritaria del Pd, eccezione che conferma la regola dei venti di destra che soffiano sull’italia, e via dicendo in un tourbillon di metafore, paragoni e frasi fatte. Riformisti contro comunisti, amministratori contro eversori, Mannoia-Califano contro Guccini-De Andrè. Il pop contro il rock insomma, con tutto ciò che ne segue.
In effetti i democratici marscianesi, e quelli italici in genere, la vocazione pop non l’hanno mai nascosta. Tutti dentro e tutti buoni e precisi,cattolici, integralisti opus dei, moderati, diessini, liberali. Per paura di perdere si sono imbarcati dentro pure l’Udc, poi da bravi gestori dell’Arca hanno tirato dentro pure il maschio della specie, una lista civica focolarina-neurocatecumenale dal nome fuorviante: Proposta Marsciano. Quest’ultima annessa dopo il risultato del primo turno, nonostante il candidato Pd avesse gridato più e più volte il suo no agli apparentamenti. Il nucleo storico, gli ex ds, sono al palo, condannati all’elemosina ai democristiani: da ricordare infatti che nella lista Pd le maggiori preferenze le hanno prese gli ex margherita.
Dall’altra parte Sabatino continua la sua sfida a suon di rock, denuncia i metodi degli avversari che mandano anche i diaconi casa per casa a dipingerlo come comunista ex kgb, pronto a sparare sui nemici del popolo, e cerca di conquistare la fiducia dei marscianesi, che siano di sinistra (sempre se non debbano votare Pd per mantenere il posto di lavoro) o di destra (se non diserteranno le urne). Questa ulteriore campagna elettorale presentava un rischio, quello di tirare su le barricate contro il nemico piddino e fare la fine della sinistra antagonista, che tutti dicono di apprezzare per la coerenza, le idee, e bla bla, ma nessuno la vota perché mica ci si può fidare degli estremisti. Così non è stato, merito di Sabatino che in effetti non è un comunista e merito della sinistra che qualcosa ha imparato, se dio vuole. La coalizione dei Sabatini è compatta, e i rifondaroli non sembrano quelle bestie nere che D’Alema dipinge. Sono giovani, belli ma non troppo, ricchi manco per sbaglio: non potendo fare gli imprenditori (perché poveri) o i puttanieri (perché poveri e non troppo belli), gli è toccato di buttarsi in politica, nell’unico schieramento non occupato dalla razza dominante italica, per l’appunto gli imprenditori/puttanieri.
Questo ballottaggio cade nella settimana in cui si festeggia il patrono di Pisa, che ironia della sorte si chiama San Ranieri, a Casapiddu si respira aria calda e umidiccia e le porchette si mantengono proprio male. Chissà che anche dalle parti di casa mia non si riescano più a mantenere con le porchette.











Bulo! Scrivi veramente bene!
Fantastico! sei un grande!
aò grazie regà!
non sono d’accordo su un punto: Credo che si possa credere in quello che si vuole, far parte di qualsiasi gruppo religioso e non votare necessariamente P.M.
Mi sembra poco rispettoso nei confronti di chi da il voto alla persona ( Sabatino ) e non al partito…
( visto che dal web non si capisce il tono di ciò che si scrive, vorrei precisare che è un semplice scambio di opinioni privo di alcun astio o asprezza )
infatti ciò che dicevo, pur chiaramente condito da ironia e sarcasmo, rappresenta l’implicazione inversa rispetto a quella che hai fatto te: PM e i suoi voti ricadono in quell’area che si può definire strong religious, tanto per usare un americanismo, e non il viceversa.
e io che pensavo che eravamo troppo belli!