
E domani finisce tutto. Era il luglio 2006 quando noi quattro spiantati bussavamo alle porte dei padroni di casa pisani, tutti figli di meretrice, in cerca di un alloggio. C’era una laurea specialistica in Informatica da prendere, e la davano proprio a pisa. Tredici esami interessi zero, un occasione da non lasciarsi sfuggire. Dopo qualche giro nella Pisa africana di luglio trovammo Ulisse, un grasso e sporco geologo che ci affittò Casapiddu. Non c’era niente dentro, esclusa la sporcizia lasciata da Ulisse stesso; oggi, dopo tre anni, continua a non esserci niente. Ci lasciamo giusto la nostra storia.
Abbiamo vissuto qui dentro come una famiglia, c’avevamo pure la mamma rompipalle che guardava le telenovelas. Ma non alcune, tutte. La dedizione che la sguattera metteva nel seguire le più ignobili porcate televisive è paragonabile solo all’impegno che profondeva nello studio. La sera non si usciva quasi mai, e il week end si tornava sempre a Perugia, avevamo troppe cose da fare per permetterci la vita da studenti fuorisede. La comicità di bassa lega, a suon di aria da ogni buco, di Jimbo e il Ragazzo Strambo avrebbe messo alla prova qualsiasi forma di convivenza. Eppure ce l’abbiamo fatta lo stesso, a non scannarci. Qualche volta avrei ucciso qualcuno, soprattutto la Sguattera; il non averlo fatto dimostra come anche io, ogni tanto, cresco. A metterci alla prova, dopo un anno, è arrivato pure il Mangi: lo abbiamo preso come un figlioletto smarrito, ed ora è un eminente ricercatore al CNR di Pisa. In questo ultimo anno è impazzito a causa delle donne, ma gli abbiamo voluto bene lo stesso. Poco importa se qualche volta per uscire sono dovuto sgattaiolare via di nascosto nottetempo, con il Ragazzo Strambo che copriva il rumore dei miei passi cantando Michael Jackson buonanima.
Le caratteristiche climatiche di casapiddu ci hanno accompagnato, e non le dimenticheremo. Freddo di inverno, per risparmiare sul metano in effetti, e caldo disumano d’estate. Anche adesso dentro casa ci sono 27 gradi, e non c’è finestra aperta di notte che li faccia scendere. Le zanzare a volte rimanevano pure per natale, trovando nel cortile con l’erbaccia alta un metro il loro habitat naturale. Quattro ragazzi ed una ragazza che vivono d’amore e d’accordo non possono essere molto a norma, e infatti per sfogare la pazzia aprimmo questo blog. Dentro c’abbiamo messo qualsiasi cosa, comprese testimonianze video che hanno riscosso grande successo, anche tra quei balordi dei pisani.
Ma domani finisce tutto. Le ultime cazzate da dire ad una commissione di professori, e non potevano che essere le mie, poi si sbaracca. Un po’ di spumante e roba varia, e ognuno per la sua strada, sperando di averla smaltita che sennò ci tolgono la patente. Se non fosse che mi sta di molto sul cazzo, ringrazierei dio per quello che mi ha fatto vivere in questi tre anni.


















