Archivio per la categoria 'scherzi del destino'

17
lug
09

Un’estate fa

Guerrazzi

Un’estate fa il nostro salotto era attrezzato a campeggio di fortuna per studiare Bappo, oggi il salone è attrezzato a rifugio per gli zinghi.

Gli zinghi sono qui per onorare un ragazzo arrivato dalla lontana valle del Nestore in cerca di fortuna, un ragazzo arrivato sognando La California (quella in provincia di Belluno) e che, giunto a Pisa per il suo erasmus, appena sceso dall’aereo ha dichiarato “Non è che sia proprio l’America”.

Alla fine il suo erasmus è finito, pedalata dopo pedalata, nonostante le macchine guidate dai nemici politici e professori col parrucchino e dall’arlotto facile il Guerrazzi non si è mai arreso, e alla fine il suo caro vecchio pezzo di carta lo aspettava al traguardo, certo non c’erano proprio le ragazze con lo spumante e la ghirlanda di fiori ma certe volte anche una professoressa senza barba può sembrare una gran bella gnocca.

Alla fine era giusto così, non poteva che essere lui l’ultimo a raccontare cazzate ad una commissione disinteressata, lui che di cazzate ci ha riempito un blog e probabilmente ne farà una professione, ma l’importante non è cosa si dice ma come come lo si dice e in questo il Guerrazzi ha sempre primeggiato.

Finisce tutto così non in volata ma passeggiando col gruppone, in fondo il Guerrazzi non ha mai detto di volere la maglia ciclamino, gli è sempre e solo bastato il pezzo di carta, per la maglia rosa c’è ancora tempo.

16
lug
09

Verranno a chiederti di Casapiddu

belli che siamo
E domani finisce tutto. Era il luglio 2006 quando noi quattro spiantati bussavamo alle porte dei padroni di casa pisani, tutti figli di meretrice, in cerca di un alloggio. C’era una laurea specialistica in Informatica da prendere, e la davano proprio a pisa. Tredici esami interessi zero, un occasione da non lasciarsi sfuggire. Dopo qualche giro nella Pisa africana di luglio trovammo Ulisse, un grasso e sporco geologo che ci affittò Casapiddu. Non c’era niente dentro, esclusa la sporcizia lasciata da Ulisse stesso; oggi, dopo tre anni, continua a non esserci niente. Ci lasciamo giusto la nostra storia.
Abbiamo vissuto qui dentro come una famiglia, c’avevamo pure la mamma rompipalle che guardava le telenovelas. Ma non alcune, tutte. La dedizione che la sguattera metteva nel seguire le più ignobili porcate televisive è paragonabile solo all’impegno che profondeva nello studio. La sera non si usciva quasi mai, e il week end si tornava sempre a Perugia, avevamo troppe cose da fare per permetterci la vita da studenti fuorisede. La comicità di bassa lega, a suon di aria da ogni buco, di Jimbo e il Ragazzo Strambo avrebbe messo alla prova qualsiasi forma di convivenza. Eppure ce l’abbiamo fatta lo stesso, a non scannarci. Qualche volta avrei ucciso qualcuno, soprattutto la Sguattera; il non averlo fatto dimostra come anche io, ogni tanto, cresco. A metterci alla prova, dopo un anno, è arrivato pure il Mangi: lo abbiamo preso come un figlioletto smarrito, ed ora è un eminente ricercatore al CNR di Pisa. In questo ultimo anno è impazzito a causa delle donne, ma gli abbiamo voluto bene lo stesso. Poco importa se qualche volta per uscire sono dovuto sgattaiolare via di nascosto nottetempo, con il Ragazzo Strambo che copriva il rumore dei miei passi cantando Michael Jackson buonanima.
Le caratteristiche climatiche di casapiddu ci hanno accompagnato, e non le dimenticheremo. Freddo di inverno, per risparmiare sul metano in effetti, e caldo disumano d’estate. Anche adesso dentro casa ci sono 27 gradi, e non c’è finestra aperta di notte che li faccia scendere. Le zanzare a volte rimanevano pure per natale, trovando nel cortile con l’erbaccia alta un metro il loro habitat naturale. Quattro ragazzi ed una ragazza che vivono d’amore e d’accordo non possono essere molto a norma, e infatti per sfogare la pazzia aprimmo questo blog. Dentro c’abbiamo messo qualsiasi cosa, comprese testimonianze video che hanno riscosso grande successo, anche tra quei balordi dei pisani.

Ma domani finisce tutto. Le ultime cazzate da dire ad una commissione di professori, e non potevano che essere le mie, poi si sbaracca. Un po’ di spumante e roba varia, e ognuno per la sua strada, sperando di averla smaltita che sennò ci tolgono la patente. Se non fosse che mi sta di molto sul cazzo, ringrazierei dio per quello che mi ha fatto vivere in questi tre anni.

14
lug
09

The Sunshine In

Campioni del mondo

La cavalcata dei Panzerotti non poteva che concludersi con l’apoteosi cannavaresca della coppa al cielo. Dal torneo Volley al Centrale, organizzato dall’Avis comunale marscianese, arriva il trofeo che farà ricordare Rambo Guerrazzi, una volta morto, come qualcuno che ha vinto almeno qualcosa.
La finalissima arriva al termine di una settimana di gare, in cui i Panzerotti hanno lasciato intravadere fin da subito di che pasta sono fatti. Nonostante la censura vetero-comunista sul nome iniziale scelto dal team, Bucciottini, la squadra è scesa in campo fin da subito con l’obiettivo di far divertire il pubblico assiepato sugli spalti. Canti hippie duranti i time-out e gioco spumeggiante, condito da un caos generale in grado di sviare ogni avversario: il giusto mix per essere l’unica squadra imbattuta del torneo. Continua a leggere ‘The Sunshine In’

01
lug
09

Mannaggia a Padre Pio Bovio

Quello che resta della Pio Bovio

Quello che resta della Pio Bovio

Delusione, soddisfazione, mescolati in un turbine di istinti omicidi e giocate deliziose. Questa in sostanza la lunga notte della Pio bovio, impegnata nelle due partite che decidevano il futuro di questo torneo di Badia. Una manifestazione tra amici, organizzata alla “viva il parroco”, cosa che inevitabilmente si risolve nelle ingiustizie irrazionali tipiche dell’ambiente cristiano. Procediamo però con ordine a narrare cosa è successo. Continua a leggere ‘Mannaggia a Padre Pio Bovio’

06
giu
09

Un dicidotto almeno

zinghi

Diciotto, come gli zinghi che questa notte hanno dormito su tutte le superfici parallele al terreno disponibili a casapiddu, ivi comprese le terrazze.

Diciotto, come gli anni che bisogna avere per diventare grandi. E grandi piano piano ci stiamo diventando.

Diciotto, come i minuti di supercazzola che Jorgio ha eseguito magistralmente di fronte ad una commissione che nulla ha potuto fare se non firmargli il benedetto titolo senza fiatare.

Diciotto, come l’età che aveva il Ragazzo Strambo quando voleva diventare geometra. La strada poi cambiò radicalmente, sono arrivate le lauree, ma nonostante questo in cantiere farebbe ancora la sua porca figura.

Diciotto, come gli anni che avevo quando conobbi i due figuri di cui sopra: da allora abbiamo condiviso pezzi di carta, tribboli, tazze del cesso e puzze varie; se c’è una cosa di cui sono certo è che in questa vita ho avuto proprio un gran bel culo.

19
mag
09

Viva la Rai – atto secondo

Me at Viale mazzini

Quando mamma Rai chiama, non si può che rispondere. In una tranquilla mattina pidduista, 10 giorni fa, suona il telefono e dall’altra parte del filo c’è una signorina che si presenta come “ufficio casting rai”.  “Stiamo facendo provini per cercare nuovi volti”, questa in breve la spiegazione. A cosa servano e soprattutto cosa siano questi nuovi volti non è dato saperlo, ma oltre che confermare la mia presenza, la signorina mi chiede di rispondere ad un po’ di domande del tipo “quali sono i tuoi quiz preferiti” o “descriviti con tre aggettivi”.   Continua a leggere ‘Viva la Rai – atto secondo’

17
apr
09

Dopo scaricato ricordarsi di pulire

Per la serie “ma chi cazzo fanno scrivere”, oggi su Repubblica.it appare un articolo tragicomico a firma Maria Pia Fusco. Titolo sensazionale: L’identikit del ladro di film
15-34 anni, “mago” del web
. Vi si narra l’epopea dei “pirati” che guardano film in modo “illegale”, e già la domanda di quale sia il modo “legale” di guardare film sarebbe lecita. Forse stando seduti composti ed evitando torbidi pensieri sulla ragazza a fianco.

Ha dai 15 ai 34 anni, è fornito di supporti tecnologici sempre più avanzati, inizia così il pezzo, ed è già un tourbillon di risate. Il computer più recente che ho in casa ha più di 4 anni e per fare un divx ci vogliono quattro click, una vera e propria “magia”.
Continua a leggere ‘Dopo scaricato ricordarsi di pulire’

05
mar
09

Waiting for the Roscio #5

panini e birra

Sbam! Una porta si chiude, è il ragazzo strambo che si è svegliato, prendo il cellulare come un ninja pensando di non aver sentito la sveglia, il ragazzo strambo è infatti noto per le sue alzate semipomeridiane, e invece no sono ancora in orario la sveglia suonerà tra 5 minuti.

Mi alzo, vado al bagno, apro la finestra, mi preparo il the, mi vesto, mangio pane e nutella, per ora ho solo grugnito e non ho proferito parola, devo smettere di andare a letto tardi la notte.

C’è aria di bufera a Pisa e nel percorso verso il CNR scopro che l’arno è oltre i livelli di guardia, guardo affascinato l’indicatore che mostra orgoglioso i 3 metri e 60 di acqua vorticosa, arrivo in ufficio come al solito tardissimo.

Verso le 12 scopro che c’è un rinfresco, due anime pie e precarie del nostro laboratorio NMIS si sposano, mi imbuco insieme al ragazzo strambo (che può vantare un record settimanale di scrocco), come il 99% dei presenti che sembrano ignorare i due sposi, e ci cibiamo fino a quando non arrivano i regali, i nostri occhi si sbarrano alla vista di un vaso di vetro lavorato altro 1 metro e largo 50cm buono giusto per piantare l’abete a natale, e di una insalatiera grande come un tavolo, il ragazzo strambo sussurra “se ti piacciono tra 2 ore li trovi su ebay”. Continua a leggere ‘Waiting for the Roscio #5′

05
mar
09

Waiting for the Roscio #4

firefox1

AARGH, sto malissimo sono le 10 del mattino e mando un sms al lavoro, oggi non è proprio giornata da lavorare.

Vengo svegliato definitivamente qualche ora dopo da “E’ arrivato l’arrotino, arrota coltelli, ombrelli, cappelle…” e poi arriva il ragazzo strambo chiedendosi cosa ci faccio nel letto a quest’ora.

Facciamo colazione, io ho lo stomaco a pezzi, e racconto la serata appena trascorsa scusandomi per il disastro combinato dentro casa, torno a letto. Continua a leggere ‘Waiting for the Roscio #4′

04
mar
09

Waiting for the roscio #3

ti prenderò

pipì pipì pipì pipì pipì pipì pipì pipì pipì pipì pipì pipì

dopo altri 5 minuti mi alzo, è ora di andare al lavoro, metto su un po’ di acqua per il the e mi rendo operativo, ho una fame che muoio e fino alle 10 passate non arrivo al lavoro.

La pioggia inaspettata rende omaggio al mio umore nivuro, e non riesco a combinare granché tutta la mattina, sarà che non sai che sapore ha una giornata uggiosa ma stamattina proprio non si carbura. Continua a leggere ‘Waiting for the roscio #3′




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