Può non sembrare vero, ma è natale anche per quei senzadio di casapiddu. Giusto il tempo di rimirare i regali che gli abitanti si sono scambiati, su cui spicca il nuovo ed utilissimo comodino di Rambo, e poi via tutti nella cara e vecchia Umbria. In quella terra dove l’ospitalità è sacra e ancora si suona del gran bel blues, soprattutto a natale, quando i raccoglitori di cotone sono in ferie.
Saranno vacanze da tenere bene a mente, tra le semantiche operazionali da studiare e i problemi Np-Completi da risolvere. Il Ragazzo Strambo andrà alla messa di natale nascondendo in mezzo al libretto dei canti le dispense del Levi, Jiimbo ordinerà i cappelletti in modo da rispettare l’ordinamento delle classi di problemi P,NP,EXP. La sguattera siederà di fronte al fuoco con la sua nipotina, aspettando babbo natale e cantando le lodi dei linguaggi funzionali.
Tra i natali di casapiddu, però, questo è di sicuro il più significativo. Proprio nella settimana della natività, anche in quel di San Donnino è nato un nuovo pargoletto. Non il figlio di dio, ma il figlio del Sommo, che da gennaio sarà a tutti gli effetti un pidduista. Nelle sacre scritture ([VAN1]) si legge: “il Sommo mandò il Patuma a casapiddu ad annunciare il lieto evento. Degli zingari si misero in viaggio seguendo la stella cometa, per portar via qualche dono da casapiddu: sarebbero arrivati il 6 gennaio, giusto in tempo per rompere il nuovo vetro del bagno. Lodate il Sommo che ha mandato a casapiddu se stesso travestito da informatico castiglionese/caldaia a gas. Preparatevi all’avvento del Mangi”
Questa festività speciale merita un augurio all’altezza. A tutti voi che leggete, ma soprattutto agli altri 5 miliardi di persone che non ci leggono, vogliamo mandare un segno del nostro amore per loro, della nostra felicità nel saperli felici. Un segno della nostra speranza di un natale davvero più buono:







