Brava gente, quella di Casapiddu. Povera, ma onesta e umile. La sera, quando arriva l’ora di cena i pidduisti si ritrovano intorno al loro tavolo sgangherato, e contemplano stancamente la desolazione. Un pasto frugale, giusto per ricordare allo stomaco cosa sia un carboidrato. Una mozzarella forse scaduta (l’indomani sapranno la verità) da dividere in quattro, pane raffermo acquistato impegnando il braccialetto, ultimo ricordo delle famiglie lontane.
Il ragazzo strambo trova ristoro nelle uova rimaste, Jiimbo cuoce su di una padella gli scarti delle cene dell’ultimo mese: mezza salsiccia, della carta stagnola e uno stecchino sfibrato. Continua a leggere ‘La casa delle povertà’










