Post contrassegnati da tag ‘pisa

17
Giu

feste pisane - la luminoria

Casapiddu in assetto da festa (ovvero senza la sguattera) si presenta alla festa pisana più sentita: la luminara. Con la curiosità dei bimbi piccoli, i pidduisti partono, belli come il sole, verso i lungarni illuminati da tante piccole candeline. Dopo i primi spintoni rimediati in Corso Italia, l’ebrezza della novità inizia a trasformarsi in sensazione di deja-vu. Bancarelle, le stesse della fiera dei morti, forse anche meno. Gente, la stessa della festa a Schiavo, forse più grezza. Attrazione della serata: fuochi d’artificio di mezzanotte, come a Pontenuovo. Neanche una bucciottata storica, neanche qualche miracolo di qualche santo, insomma una delusione.

schifèto

Il clima è migliorato quando l’ambientalista jiimbo ha sgridato una bimba che gettava cartacce in terra, e lei ha risposto irridendolo. La stessa cosa che ha fatto Ugo Montanari nel riconsegnare i compiti di TSD ai pidduisti, e ha pure cantato: “v’ho bocciato pappappero”. Il ragazzo strambo mostra la sua disapprovazione (vedi foto), indignato soprattutto per i recenti fatti legati a emergenza Rem, intercettazioni telefoniche e le formazioni di Donadoni. Secondo gli inquirenti questi fatti sono tutti legati alla luminara pisana, e silvio b. ha promesso di fare il prossimo consiglio dei ministri in piazza delle Vettovaglie. Domenica c’è il gioco del ponte, manifestazione storica in cui i pisani si prendano (congiuntivo dialettale voluto) a schiaffi. Speriamo la selezione naturale faccia il suo dovere.

05
Giu

Lungarnolo - Perugia SuperBombe

Quanto materiale gira ormai oggi nel web. Interessante, scottante, scandaloso, utile, acculturante, cangiante, esfoliante. Vagando per il tubo ho trovato questa interessante testimonianza, un documentario sulla fauna fluviale del Tevere, trapiantata sull’Arno. Gustatevelo.

04
Apr

36 hours developing - il reality show sulla programmazione

In questo periodo di grande fratello e X-factor arriva anche un reality show fatto in casa, in particolare a Pisa, la sfida è quella lanciata da quattro nostri colleghi, di cui uno è un nostro affezionato lettore, ovvero sviluppare un’applicazione per iphone in 36 ore di lavoro continuato, i fab four saranno visibili tramite il loro sito 24h su 24.

L’idea è carina, e il Cisterna ne sarebbe entusiasta, ma mi sono mangiato i gomiti per non averla avuta io, in realtà volevamo lanciare uno streaming di casapiddu però poi il progetto si è arenato nella nostra consueta ignavia, tra gli sponsor c’è anche un kebabbaro che li rifornirà di energie fresce e leggere del nostro cibo preferito.

Se volete saperne di più ecco il sito: http://www.36hoursdeveloping.com

La sfida inizierà alle 9 di domani (sabato 5), e si concluderà alle 21 del giorno successivo, che dire io spero di seguirli un po’, ma di una cosa sono sicuro: se lo facessimo a casapiddu produrremmo 10 righe di codice di cui almeno 9 solo di bestemmie, ovviamente inizieremmo da ubriachi giusto per ammazzare il tempo.

Che la forza sia con voi

28
Nov

Robin Hood: rubare ai poveri per dare a chi? [Reprise]

diabolik pisa

Il giorno dopo è sempre quello della riflessione. Siamo andati dai carramba per la denuncia di rito, e abbiamo avuto il piacere di scambiare due chiacchiere mentre attendevamo il nostro turno. Prima è arrivata la signora Ada Lovelace, che ci ha raccontato per filo e per segno lo scippo che aveva appena subito in via Derna. Una volta finito di raccontare, ha ricominciato dall’inizio con la stessa storia, ma più approfondita. Prima che iniziasse per la terza l’abbiamo fatta passare avanti. E’ arrivata quindi una bella ragazza pisana, anche lei con un furto da denunciare. Dopo un paio di battute, su cui spicca:

–Siete pisani?–
–Se dio vole, no.–

L’avvenente tipa ci ha scambiato per siciliani, nonostante nessuno di noi abbia detto bedda madre.

Parlando coi carramba, abbiamo capito che ormai anche qui questo genere di visite è prassi. Forse dovremmo fermarci un attimo e capire cosa stia succedendo, il “dalli allo zingaro!” serve a poco o niente. Meno ancora può essere utile una soluzione “flambé”, tipo quelle proposte da qualche acuto lettore nel precedente post. A proposito, mi scuso per aver segnalato quel lettore al filtro anti-spam akismet, ma purtroppo ho una cronica allergia ai fascisti.

La conclusione a cui giungono tutti quando si commentano questi fatti di cronaca è: quelle sono persone che non hanno niente da perdere. Per questo si arrischiano ad arrampicarsi su per le grondaie in cerca di soldi non propriamente guadagnati. La sfida da vincere sta proprio qui, mettere meno gente possibile nelle condizioni di non aver niente da perdere. Una battaglia per ora più che persa, non a caso la nostra società sta implodendo: finite le scorte economiche accumulate dalle famiglie, anche i giovani saranno sulla strada. In questi ultimi 15 anni siamo stati governati dal capitalismo, ora finalmente abbiamo la dimostrazione che era un cavallo perdente. E pensare che c’era chi lo diceva già dal 1848.

26
Nov

Robin Hood: rubare ai poveri per dare a chi?

Da non crederci. Tornare a casa dopo aver fatto la spesa, andare al bagno a lavarsi le mani e trovare la finestra del bagno spaccata. Ma raccontiamola meglio.

Verso le ore 18:20 i pidduisti si recano all’Eurospin per rimpinguare le esigue scorte alimentari di casapiddu. Tornati alle 19:16, i fab four (in realtà three più bacciamerda) iniziano a mettere a posto le varie buste di roba ed iniziano bellamente a preparare la cena. Rambo decide che forse è meglio lavarsi le mani prima di toccare del cibo, e si avvia al bagno. Lì la scioccante sorpresa.

vetro spaccato
il vetro del bagno di casapiddu

Pezzi di vetro (non quelli di De Gregori) sparsi per tutto il bagno (che tra l’altro Rambo stesso aveva pulito la settimana scorsa). Continua a leggere ‘Robin Hood: rubare ai poveri per dare a chi?’

26
Set

Una mattinata di ordinaria follia

parcheggio pisa
Tornando dalla lezione di Linguaggi, dove l’esimio Levi ha paragonato l’operato di IBM a quello di fascisti e religioni monoteiste, abbiamo ritrovato via San Donnino infestata da vigili urbani (oltre che da zanzare). Sorvolando su questo tipo di pubblico ufficiale, che in molti castrerebbero chimicamente con soddisfazione, la situazione che si presentava era ad alto rischio. Da questa settimana, infatti, il parcheggio in via san donnino è riservato ai soli residenti munit di permesso, cosa che noi ovviamente non abbiamo, men che meno la macchina di skizzo che rischiava di vedersi appioppare una bella ricettina da 36 euri. Dopo essere giunti ad un accordo con il vigile, ed essere volati a prendere le chiavi del golfone consegnate come una dose di coca sopra al ponte della Fortezza, ecco che la macchina miracolosamente si salvava dalla multa e veniva spostata. Nel girare alla ricerca di un pertugio indove infilare la macchina di Skizzo, ci siamo resi conto che a San giusto non ci sono parcheggi non a pagamento. Da quando siamo arrivati in questa casa maledetta, prima si poteva parcheggiare liberamente, poi multe a pioggia perché si doveva parcheggiare solo in modo parallelo alla strada, quindi anche la lisca di pesce era ammessa, ora la novità del permesso residenti. Tutto questo bordello perché chi va alla stazione cerca di parcheggiare qui, dato che alla stazione non esistono parcheggi, o se esistono costano un’esagerazione.

Ora inizio il sermone eco-politico. Ma se si vuole incentivare la popolazione ad abbandonare l’auto e prendere il treno o l’autobus, perché fare parcheggi di scambio troppo costosi? A sentire l’assessore pisano competente, tal Cerri, la rotazione dei parcheggi funziona di molto bene, il traffico è tranquillo anche se intenso, e così via. Nella realtà il traffico pisano è qualcosa di incredibile. Il pisano medio è un pazzo cervelloide che non riesce a rispettare una qualsiasi regola del codice della strada, e come dice anche Mortacchia Prodi, i governanti sono l’espressione del popolo. Poi c’è una larga parte di pisani, soprattutto studenti come noi, che gira in bicicletta, dato che l’orografia ben si presta (la salita più dura è il cavalcavia San Giusto); ma qui nessuno pare essersene accorto, tranne i tossici che rubano le bici. Non c’è una pista ciclabile neanche a pagarla. Pensare che ci vorrebbe tanto poco, dei grossi parcheggi di scambio dove invece di obbligare a prendere l’autobus (che non può passare ogni due minuti) si sale su una bicicletta e si va dove cavolo ti pare in 10 minuti al massimo. Non vuoi pedalare? Taxi-Risciò, come in Cina. Piove? Stessa soluzione di prima. E di colpo due bei problemi risolti, in primis l’inquinamento e in secundis e non meno importante, gli enormi culi delle pisane inizierebbero a ridimensionarsi.

Non sono un visionario, quelli della Fiab sostengono queste tesi da anni. Nel mio piccolo dopo che neanche Eddy Murphy, il nostro meccanico di fiducia, non è riuscito a smontare quello che rimane del pedale destro del mio catorcio, sto iniziando a cercare un nuovo mezzo. Pensavo ad un station wagon, comincio ad avere un’età e la famiglia e lì dietro ad un angolo che mi aspetta, mi serve qualcosa di veloce per non farmi raggiungere.

29
Mar

L’Amore a San Giusto bassa

Racconteremo oggi la bella e tortuosa storia di due innamorati. Testasfitta Ceccherini era un bravo ragazzo proveniente da S.Croce sull’Arno, un giorno conobbe una soave fanciulla, Brogiolo de Balzàr, e se ne innamorò. Tutti e due, in preda alle follie d’amore, si iscrissero ad Informatica, contro la volontà delle famiglie, non le loro, ma quelle degli altri studenti. Ma il loro amore era più forte di un algoritmo per la ricerca di cammini minimi non terminante, un fuoco fatuo che sfuggiva ai vincoli di soglia o di capacità imposti dal mondo. Perché niente c’era di più romantico che stare abbracciati tutta la vita, seguendo seminari di Ricerca Operativa.

Altra interessante storia è quella, Continua a leggere ‘L’Amore a San Giusto bassa’