“Sembra di stare in Messico” se passate da queste parti, in via San Donnino, è una frase che sentirete molto spesso. Sono tempi duri e, come già è successo, solo due pidduisti sono così coraggiosi da sfidare la morte e la pazzia rimanendo nei confini di casapiddu quando fuori ci sono almeno 40° con il 90% di umidità
Ma non era settembre? Evidentemente è il calendario che sbaglia. Sarà il riscaldamento globale o molto più facilmente è colpa di un’entità superiore che visto che tanto si tribbolava poco ha deciso di mandare un’ondata di calore modello centro america proprio a pisa nei giorni che decidono molto parte della mia vita futura.
Eppure in qualche modo si deve vivere ed io e il ragazzo strambo ci stiamo attrezzando, teniamo cianuro e ghiaccio nello stesso ripiano, così quando è finito il ghiaccio sappiamo bene qual’è la sorte che ci tocca.
Sembra il messico anche per le palme, per le costruzioni postcoloniali e per il caffè peruviano dell’esselunga, gli altri pidduisti sono scappati, in particolar jiimbo, con un’espressione alquanto serena, è fuggito con la banale scusa sennò vi disturbo mentre studiate, come se studiassimo con questo caldo…
Insomma sembra davvero di stare in messico, e giuro che se sopravvivo e mi va pure bene saprò per certo cosa significa tribbolare e non mi lamenterò tanto facilmente d’ora in poi, lo giuro…











