
Come promesso parleremo del candidato che tutta Casapiddu voterà per le imminenti primarie per l’elezione del segretario regionale del nascente Partito della Democrazia cristiana, o più brevemente PD. Il ragazzo che andiamo oggi presentando è una vecchia conoscenza per i lettori del blog, lui che addirittura provò ad oscurarci, sbagliando però bersaglio e scagliandosi contro una ignara società ciclistica, si tratta dell’amato sindaco di Marsciano Gianfranco Chiacchieroni. La sua candidatura è emersa a sorpresa, dato che i vertici dei DS non avevano neanche preso in considerazione questo nome, puntando su tutt’altre persone. Il mandato da sindaco, però, sta per scadere e il Nostro è preoccupato per il suo futuro: un salto di livello nella politica regionale non è attuabile, proprio per l’ostilità dei vertici, quindi queste primarie sono a tutti gli effetti un’ancora di salvataggio. Il bambino sbatte i piedi e vuole misurare la sua popolarità addirittura nell’umbria intera.
Perché dunque Casapiddu sceglie Gianfranco Chiacchieroni? Bè ma è presto detto, al mondo ci sono pochi amanti del trash al nostro livello. Penso ai 99 feticci del Ragazzo Strambo o alla vastissima cultura di extreme-amatorial porno di Jimbo: a noi lo schifo ci fa ridere, e questo candidato è quanto di più trash la politica locale possa partorire.
Riassumiamo brevemente:
Sindaco di Marsciano dal 1999 si distingue per quella che lui stesso chiama “politica del fare”, e già nel suo primo mandato inizia nella sua opera di rilancio del territorio, ristrutturando i piccoli borghi ed investendo in comunicazione. Ottiene la riconferma con percentuale bulgara (82% delle preferenze), segno di un’ottima intesa anche con quei soggetti non propriamente di sinistra come si dichiara lui, imprenditori in primis. Dopo il plebiscito, inizia la mutazione genetica. Da sindaco in quota DS, il Chiacchieroni si trasforma in un perfetto sindaco di Forza Italia, e il liberismo diventa la sua idea principe. Non a caso anche il logo scelto per la sua candidatura (vedi sopra) contiene la parola tanto usurpata ultimamente: libertà. Nel territorio marscianese, ora, è possibile costruire dappertutto e senza regole: le cubature in eccesso sono facilmente sanabili, l’importante è essere dei palazzinari e sponsorizzare generosamente il festival Musica per i Borghi. Questa è esattamente la libertà che cerca lo zio Silvio. Lo slogan principale della campagna Chiacchieroniana è: “per un politica che parta dal basso”, ovvero che abbia nella partecipazione comune la sua spinta. Bellissime parole dette da uno che all’interno dell’amministrazione comunale decide qualsiasi cosa da solo. I consiglieri comunali della maggioranza sono semplicemente degli “yes-man”, il signor sinneco decide e loro ratificano.
Questo è il nostro uomo, il comunista amico intimo dei padroni, colui che piuttosto di aiutare un amico miliardario si schiera contro il sindacato. Tutte le contraddizioni che si porta dietro ce lo rendono un personaggio troppo affascinante per non votarlo, il nostro Gianfry è un generatore involontario di cabaret. In questi ultimi tempi, ad esempio, a Marsciano hanno terminato un parcheggio a due piani alle porte del vecchio borgo. Per coprire l’investimento si è deciso di mettere il parcheggio a pagamento, con il risultato che da sei mesi che è aperto ci avranno parcheggiato in 10 persone. E il bello è vedere le facce di questi politiconi stupite di fronte al fallimento di questa grande opera, e pensare che bastava chiedersi: esiste qualcuno disposto a pagare il parcheggio in un posto dove non c’è niente? E questo qualcuno sarà pure disposto a pagare più che per parcheggiare in città dove c’è “leggermente” più vita come Perugia? Palmiro Cangini non avrebbe saputo fare di meglio.
Quindi, in sostanza, se siete umbri andate alla più vicina sezione dei Democristiani di Sinistra o della Margarita e scegliete Gianfranco Chiaccheroni come segretario. Una sua vittoria sarebbe il modo migliore per evidenziare la connotazione tipicamente berlusconiana del nascente PD.
