Concorso: scova il fratello illustre tra la folla. Premio una cena di sbroda a casapiddu.
Concorso: scova il fratello illustre tra la folla. Premio una cena di sbroda a casapiddu.
L’onda è qui, provano a smontarla ma non ci riescono. Roma è la città più bella del mondo, e ci offre un’accoglienza degna del suo nome. Il pidduista incaricato di infiltrarsi tra il milione di facinorosi di roma è bello arzillo alla partenza fissata per le ore 6. Abbandonato dagli altri pidduisti trova rifugio tra gli autoconvocati perugia, rinominatisi Perugini contro la Gelmini . La sveglia non arriva, la prima fermata all’autogrill si rivela fondamentale; un operaio anas arriva in mezzo alla massa di debosciati ed alla cassiera dice solo: “caffè e marlboro”. Una lezione di vita.
Il postale lascia i barricaderi a Rebibbia, considerati gli scontri del giorno precedente gli organizzatori hanno voluto portarsi avanti col lavoro. Una volta arrivati in mezzo alla folla, immensa, si è scatenata la ricerca del fascio. Continua a leggere ‘La Stramaggica’
Di nuovo in piazza, di nuovo casapiddu presente. Domani sciopero generale di tutta la scuola, ed una delegazione pidduista composta da un solo membro si recherà nella città eterna per partecipare all’assedio. L’Onda sarà il nuovo raccordo anulare, tutti in coda a sbraitare contro il mondo e anche contro quella spastica che arriva da dietro e ci fa i fari. Dal fronte arrivano le solite notizie, silvio (non il gatto) non molla la presa, non intende discutere in parlamento e usa le solite tattiche:
L’obiettivo è isolare il movimento, e per l’Onda questo è l’esame più difficile. Nebulose come i fumogeni, le idee portate avanti non sono riassumibili in una semplice contestazione alla legge 133. C’è molto di più. Ci sono per esempio insulsi paragoni come quello di prima, quando mai si è detto nebuloso ad un fumogeno.
In piazza, sotto casa, scenderà anche Silvio (il gatto), neanche lui disposto a mollare la presa: il merlo lo ha catturato lui e ora se lo pappa. Non ha tempo di rilassarsi neanche a stomaco pieno, dopo aver visto il suo padrone manifestare dissenso inneggiando ai nemici cani, si è sentito obbligato a rispondere per le rime. -Non condivido l’uso di blasfemia,- dichiara Silvio -ma dopo quello che sta succedendo non riesco a trovare parole per esprimere la mia rabbia- Sulla questione religiosa continua: -spero che gli egiziani, che credono nei gatti come divinità, non si siano offesi.-
Domani a Roma è prevista pioggia. Molliamoci, ma non molliamo.

In questi giorni di afa insopportabile che hanno costretto la maggioranza di casapiddu a svestirsi completamente e studiare al buio nella parte nord della casa, controllata dalla potente egemonia dei nordisti, sembra che il mondo stia andando indietro.
Si, sembra proprio che il mondo stia tornando indietro, sembra di vivere nel passato, in un periodo che pensavo davvero passato, e invece no, mi aspetto da un momento all’altro che il telegiornale apra con l’omicidio del Commissario Calabresi, o con qualche notizia riguardante la banda della magliana. Continua a leggere ‘Miscellanea’
L’angelo del focolare di Casapiddu ha vinto. Non nasconde la sua felicità, e da due giorni sta chiusa in cucina a preparare un superpranzo per 650 invitati. Piatto forte cornettini alla nutella. La Santa Sede ha infatti fatto sapere che la visita a casapiddu per il thè è annullata, a causa delle “ben note vicende di questi giorni”.
“Una vittoria della scienza, ancor prima che della tecnica”, questo il commento stringato rilasciato dalla Sguattera mentre usciva di casa, attorniata dai giornalisti.
Il mondo politico reagisce fermamente. “Tutti hanno il sacrosanto diritto ad un thè a casapiddu, o ad almeno a una tazza di acqua calda.” risponde così Casini, interpellato mentre sodomizzava la terza moglie con tanto di schiaffi sul culo. Anche il premier ha voluto rimarcare il suo rammarico: “Un’occasione sprecata per far capire al santo padre quanto siamo devoti in cambio di voti”
La Sguattera, mossa a compassione, ha infine rivolto un ultimo appello a papa Nazinger, in modo da stemperare i toni e favorire uno spiraglio: “si vol venire vieni, però sta a casa“.

Non basta la polemica sulla presenza di Benedetto Nazinger all’inaugurazione dell’anno accademico dell’università La Sapienza: anche a casapiddu il pontefice ha fatto parlare di sé. E’ di queste ultime ore, infatti, la fuga di notizie che rivela lo scontro avvenuto tra la Sguattera ed il papa. Stando a quanto dice la Vecchia (vicina di casa), infatti, il segretario di stato Vaticano avrebbe avanzato la richiesta di un invito per il thè a casapiddu, in cui ospite d’onore sarebbe stato proprio il santo padre. La sguattera si è opposta con fermezza e decisione, scrivendo una lunga lettera al gran consiglio Vaticano, in cui spiega i motivi del suo rifiuto. Scritta in italiano arcaico, la missiva ha in questa frase il punto saliente:
“Scusatece pe l’amor de ddio, ma che per caso noaltre semo nuti mai a casa vostra a magnè o a beve qualcosa? Me pare de no, tanto ben che ta vualtre i soldi ve scappeno da l’orecchie ‘nco, e noaltre ‘n c’emo i soldi per fa cantà un ciéco.”
La Sguattera ha fatto quindi seguire discernimenti prettamente filosofici, dominati da una cultura apertamente laica e incentrata sull’amore per la Scienza che contraddistingue casapiddu. Riconciliante il finale, dove parla di un probabile matrimonio cattolico e della supplica di non venire scomunicata, sennò chi la sente la suocera.
I 67 professori dell’Università La Sapienza di Roma, firmatari dell’appello contro l’intervento di Nazinger in un luogo in cui si professa la sola ed universale fede per la Scienza, prenderanno spunto proprio dalla Sguattera per una risposta a tono. Constatato che scontrarsi contro la potenza della cosca Vaticana è impossibile, si cerca di giungere ad una mediazione: te vieni a dire le tue idiozie nella nostra università, e noi recitiamo il prossimo Angelus dalla finestra di casa tua.
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