
Il giorno dopo è sempre quello della riflessione. Siamo andati dai carramba per la denuncia di rito, e abbiamo avuto il piacere di scambiare due chiacchiere mentre attendevamo il nostro turno. Prima è arrivata la signora Ada Lovelace, che ci ha raccontato per filo e per segno lo scippo che aveva appena subito in via Derna. Una volta finito di raccontare, ha ricominciato dall’inizio con la stessa storia, ma più approfondita. Prima che iniziasse per la terza l’abbiamo fatta passare avanti. E’ arrivata quindi una bella ragazza pisana, anche lei con un furto da denunciare. Dopo un paio di battute, su cui spicca:
–Siete pisani?–
–Se dio vole, no.–
L’avvenente tipa ci ha scambiato per siciliani, nonostante nessuno di noi abbia detto bedda madre.
Parlando coi carramba, abbiamo capito che ormai anche qui questo genere di visite è prassi. Forse dovremmo fermarci un attimo e capire cosa stia succedendo, il “dalli allo zingaro!” serve a poco o niente. Meno ancora può essere utile una soluzione “flambé”, tipo quelle proposte da qualche acuto lettore nel precedente post. A proposito, mi scuso per aver segnalato quel lettore al filtro anti-spam akismet, ma purtroppo ho una cronica allergia ai fascisti.
La conclusione a cui giungono tutti quando si commentano questi fatti di cronaca è: quelle sono persone che non hanno niente da perdere. Per questo si arrischiano ad arrampicarsi su per le grondaie in cerca di soldi non propriamente guadagnati. La sfida da vincere sta proprio qui, mettere meno gente possibile nelle condizioni di non aver niente da perdere. Una battaglia per ora più che persa, non a caso la nostra società sta implodendo: finite le scorte economiche accumulate dalle famiglie, anche i giovani saranno sulla strada. In questi ultimi 15 anni siamo stati governati dal capitalismo, ora finalmente abbiamo la dimostrazione che era un cavallo perdente. E pensare che c’era chi lo diceva già dal 1848.