
di Rambo Guerrazzi Scalfari
Tempo di riflessioni amare, quello di adesso. Pensieri che si rincorrono e che vanno a toccare quei nervi che non aspettavano altro. Rivoluzione. E’ una parola che si pensa spesso, probabilmente senza sapere cosa comporti davvero, e cosa serva per farne una. La politica italiana ridotta ad uno scontro tra tifoserie, l’ignoranza dell’ultrà ci sta piano piano divorando. Per una rivoluzione ci vuole prima di tutto la forza, una forza da trovare nella rabbia, nella voglia di democrazia e di trasparenza.
Non si parlerà d’altro per giorni, il governo è caduto, al grande fratello c’è un trans, il papa fa scoregge vestite. La casta dei giornali resterà fedele al suo padrone, questa italietta degli editori/imprenditori/politicanti. L’importanza di continuare a perseguire i nostri sogni è oggi più che mai evidente.
Questo blog è stato modificato nell’anima a colpi di maggioranza, un porcellum Web 2.0. Una nuova veste, più leggibile e carina, forse, ma che ha la grave pecca di non avere le firme dei post. La colonna unica laterale, però, lo rende troppo standard. Il formato precedente con due colonne a lato, per quanto sintetizzabili in una, dava quel tocco anticonformista che ci ha resi dei beniamini dei nostri aficionados. Proprio da loro partirà la rivoluzione, questa veste è partita male, un nuovo blog è possibile.
Reclaim the Streets, aficionados, siamo il nuovo popolo di Seattle (PI), e non abbiamo intenzione di farci abbindolare da quattro belle camicette e un layout a due banali colonne.







