
Tra cronaca nera e festival di sanremo, c’è un altro argomento che la fa da padrone, e che personalmente mi turba molto più che la storia di Ciccio e Tore. Mi verrebbe da scrivere una qualche frase ad effetto tipo “tra poco più di un mese, gli italiani torneranno ad esercitare il diritto democratico del voto”. Onestamente però mi pare un po’ troppo banale, ed oltretutto falsa come affermazione. C’è quel “democratico” che stona. Stanno spacciando questa nuova tornata elettorale come rivoluzionaria, finalmente è finita l’italia dei partitini e della prima repubblica. Intanto però si vota con lo stesso sistema di 30 anni fa. La destra razzista e finanziariamente creativa si presenta compatta, insieme alla lega dei polentoni. Al centro c’è smarrimento, ed è facile capirne il motivo. Al centro c’è un nuovo soggetto che sta fagocitando voti, si scrive PD e si legge Partito Democristiano.
Uòlter Veltroni si spaccia come l’uomo nuovo, colui che sta rinnovando la politica, aprendo ai giovani (imprenditori) e sempre disponibile al dialogo (con silvio capello). In questa campagna elettorale ha deciso di non parlare di temi scottanti, quali potrebbero essere il conflitto d’interessi, l’ambiente, la monnezza, l’aborto che in questi tempi è sempre più attaccato da Nazinger. Come strategia è più che giusta, se vuole provare a vincere deve cercare di far incazzare meno gente possibile. Ecco da dove nasce il tormentone del “ma anche”. Ecco perché si cercano candidature illustri, personalità di spicco con nessuna intenzione di fare la politica severa ed aggressiva che servirebbe ad un paese di pecoroni. Non si può, giustamente, far notare agli italiani la loro ignoranza e superficialità, altrimenti col cazzo che ti votano.
Silvio Capello, dal canto suo, non è cambiato di una virgola. Conosce bene i pecoroni, avendoli allevati lui stesso, e si comporta di conseguenza. I suoi compari non gli danno problemi di sorta, caratteristica principe della destra è quella di essere abituata a stare agli ordini di un criminale, obbedirgli ciecamente senze in genere venire neanche pagati. La destra però è cambiata, ed ora si fanno retribuire profumatamente. Nel PD invece cominciano già gli screzi tra laici e cattolici. La Binetti sbotta, oltre a non aver nessuno che la tromba, ora c’è pure Pannella nel suo partito. Continua a leggere ‘Il castrato’