Post contrassegnati da tag ‘veltroni

24
Feb
09

Gengis Khan in campo per la guerra civile

Settimana all’insegna delle piantagioni a casapiddu, il corridoio è stato occupato da uno scatolone illuminato che, al contrario di quello che si tende a credere, non contiene pulcini ma piantine di peperoncino. Nel resto del mondo succedono cose di secondo livello, il governo accontenta la sete di vendetta del popolo rimettendo in piedi le squadracce di ronda, la crisi economica continua, Veltroni si è reso conto di non essere nero, il PD marscianese veleggia verso la divisione: al momento della separazione ufficiale ci sarà la spartizione delle rotonde tra i leader delle due correnti, la più ambita è quella dell’euronics con la barca in mezzo, chissà chi la otterrà.

Procediamo con la consueta Rassegnata Stampa.

Francia-Italia, intesa nucleare
Quattro centrali entro il 2020
Mancano due terzini e un mediano di spinta e poi siamo pronti per i mondiali di Kyoto

Baricco: “Basta soldi pubblici al teatro
Lo Stato punti sulla scuola e la tv”
Errata corrige: lo stato punti il fucile sulla scuola e la tv

Testamento biologico, Pd ancora diviso
La Bianchi non firma, Rutelli si sgancia
Speriamo si sia sganciato senza paracadute

Milano, a colpi di machete in discoteca
un giovane cinese morto, 4 feriti
In consolle c’era Dj Gengis Khan

Gaza, l’impegno degli Stati Uniti
“900 milioni di dollari per la ricostruzione”
Berlusconi: se ci danno tutti questi soldi faremo una guerra civile anche noi

Frattini chiede cooperazione a Bucarest
“In Italia il 40% dei ricercati romeni”
E le romene anche di più

Lo scienziato che scoprì Bin Laden
“Così si può trovare il suo nascondiglio”
Prima bisogna contare però

“Why not, Prodi non c’entrava”
Stizzita la replica del professore: “non sono grasso”

Roma, suicida davanti all’Altare della Patria
Ignota l’identità del morto

“Nel 2011 saranno finiti gli indirizzi web”
Per quella data spero di essere già morto

Collina: “Pensiamo al cartellino arancio”
Conto corrente gratis per i primi 10 che lo prenderanno

18
Feb
09

E Walter? E Mills? E lui?

mills

Walter se ne è andato e non torna più, il tg delle 7 senza lui è una scatola di plastica senza anima, nel freddo del mattino grigio giù in città. Così cantava una nostra amica ed è così che lo vogliamo ricordare, un uomo tutto di un pezzo che alla decima sconfitta consecutiva in 5 elezioni si dimette, e lo fa per il partito, per salvarlo.

Lui, diciamo la verità, un po’ di colpa ne ha, gli è mancato il coraggio e chi credeva in lui non pensava di aver votato un altro Prodi, uno che cerca l’alleanza di tutti pur di stare uniti, ma un tipo un po’ più arrembante che attaccasse Berlusconi nonostante la sconfitta alla politiche, largamente preannunciata. Continua a leggere ‘E Walter? E Mills? E lui?’

24
Ott
08

Dica centotrentatré

Casapiddu c’era anche stavolta, 10.000, 20.000 non importa la precisione, eravamo un gran bel fiume. Nessuno forse si aspettava una tale partecipazione, neanche silvio b., che si è subito affrettato a smentire le sue minacce riguardanti eserciti e sgomberi. Questo dei No133 è un movimento nuovo, in cui le classiche sigle politiche non riescono ad entrare, non c’erano bandiere di partito nel corteo: stiamo costruendo una opposizione finalmente partigiana, con il coraggio di dire ciò che in nome del politically correct viene sempre evitato. Questo il senso dello striscione di Casapiddu, e il senso delle parole di una mamma, Marta Iglesias, che ha raccolto una standing ovation durante il suo intervento dal palco. “Vogliono un paese di ignoranti da poter governare meglio“, non è una banalità né un luogo comune, dobbiamo urlarlo a gran voce. Questa protesta può essere un punto di partenza, in tanti possono prendere spunto per dire quello che nessuno vuole dirci. Berlusconi ha avuto rapporti con la mafia ed era nella P2, Veltroni è un coniglio messo lì per mantenere gli ex diessini saldi alle poche poltrone rimaste, l’imprenditoria italiana è costituita in larga maggioranza da delinquenti, i super manager vanno lasciati affondare insieme alle borse, quelli che hanno votato berlusconi sono tutti, politicamente, degli imbecilli.
Continua a leggere ‘Dica centotrentatré’

15
Apr
08

Dappiedi alla santa croce

emigrante elezioni

La prima tornata elettorale seguita da Casapiddu si è rivelata una tragedia senza paragoni. L’italia è di nuovo in mano all’italiano più ricco di tutti, perdipiù senza opposizione. Il giorno dopo è quello di chi ci ripensa e cerca di trovare una serie di congetture coerenti per spiegare ciò che succede. Il dato è semplice, come nel 2001 berlusconi e compari vincono le elezioni con ampio margine. Non mancano però le novità, dopo 60 anni di repubblica italiana per la prima volta non c’è una forza di sinistra in parlamento, uno schieramento laico e antifascista, comunisti, socialisti, la tradizione che ha costruito buona parte del paese e che oggi resta ai margini della vita politica. Continua a leggere ‘Dappiedi alla santa croce’

14
Apr
08

Lo specchio

E’ finita, stavolta niente lunga maratona elettorale, niente occhiaie sotto gli occhi pesanti in attesa della vittoria, o della sconfitta combattuta, stavolta è finita, finita davvero e sono solo le 22.

E’ finita perché la più grande forza conservatrice e xenofoba, figlia dell’odio e dell’ignoranza ha vinto, semplicemente. Continua a leggere ‘Lo specchio’

12
Apr
08

La sguattera minaccia il voto

Siamo finalmente e svogliatamente giunti alla fine di questa campagna elettorale così noiosa, nel 2006 ci eravamo divertiti un sacco eravamo arrivati in un clima da guerra civile e alla fine Prodi l’aveva spuntata, di poco, ma l’aveva comunque spuntata.

Quest’anno le cose sono andate diversamente, il pacifista Veltroni ha improntato la campagna elettorale sul rispetto e il gioco pulito, il nano l’ha presa un po’ diversa però alla fine tra un giochetto e un altro è andata abbastanza liscia. Continua a leggere ‘La sguattera minaccia il voto’

27
Feb
08

Il castrato

veltroni berlinguer

Tra cronaca nera e festival di sanremo, c’è un altro argomento che la fa da padrone, e che personalmente mi turba molto più che la storia di Ciccio e Tore. Mi verrebbe da scrivere una qualche frase ad effetto tipo “tra poco più di un mese, gli italiani torneranno ad esercitare il diritto democratico del voto”. Onestamente però mi pare un po’ troppo banale, ed oltretutto falsa come affermazione. C’è quel “democratico” che stona. Stanno spacciando questa nuova tornata elettorale come rivoluzionaria, finalmente è finita l’italia dei partitini e della prima repubblica. Intanto però si vota con lo stesso sistema di 30 anni fa. La destra razzista e finanziariamente creativa si presenta compatta, insieme alla lega dei polentoni. Al centro c’è smarrimento, ed è facile capirne il motivo. Al centro c’è un nuovo soggetto che sta fagocitando voti, si scrive PD e si legge Partito Democristiano.

Uòlter Veltroni si spaccia come l’uomo nuovo, colui che sta rinnovando la politica, aprendo ai giovani (imprenditori) e sempre disponibile al dialogo (con silvio capello). In questa campagna elettorale ha deciso di non parlare di temi scottanti, quali potrebbero essere il conflitto d’interessi, l’ambiente, la monnezza, l’aborto che in questi tempi è sempre più attaccato da Nazinger. Come strategia è più che giusta, se vuole provare a vincere deve cercare di far incazzare meno gente possibile. Ecco da dove nasce il tormentone del “ma anche”. Ecco perché si cercano candidature illustri, personalità di spicco con nessuna intenzione di fare la politica severa ed aggressiva che servirebbe ad un paese di pecoroni. Non si può, giustamente, far notare agli italiani la loro ignoranza e superficialità, altrimenti col cazzo che ti votano.

Silvio Capello, dal canto suo, non è cambiato di una virgola. Conosce bene i pecoroni, avendoli allevati lui stesso, e si comporta di conseguenza. I suoi compari non gli danno problemi di sorta, caratteristica principe della destra è quella di essere abituata a stare agli ordini di un criminale, obbedirgli ciecamente senze in genere venire neanche pagati. La destra però è cambiata, ed ora si fanno retribuire profumatamente. Nel PD invece cominciano già gli screzi tra laici e cattolici. La Binetti sbotta, oltre a non aver nessuno che la tromba, ora c’è pure Pannella nel suo partito. Continua a leggere ‘Il castrato’




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