Lo scetticismo di San Giovanni (vedi foto) non ha fermato l’ala sinistra di Casapiddu, che in grande stile ha presenziato al concertone del Primo Maggio. Tanto sano amarcord, dunque, per Rambo e il Ragazzo Strambo che vestiti come quando avevano 18 anni sono tornati a salire su un postale, messo gentilmente a disposizione dalla Sinistra Giovanile tuderte, o tudertina che dir si voglia. Alla spedizione dei pidduisti hanno partecipato anche il compagno Bigo, il nosferatu Socci e le sue Socci girls.
La comitiva si presenta variegata, e su tutti spiccano una coppia di non-padani, di cui la parte femminile si è subito rivelata una spovca. Dopo appena 10 minuti di viaggio, la coppietta ha supplicato l’autiere di fermarsi ad un autogrill, causa pressanti bisogni fisiologici. Tempo altri 20 minuti e i due hanno di nuovo chiesto all’autiere una fermata urgente, oltre a quella che era prevista una mezz’oretta dopo. Ai due chiaramente gli frizzava ar culo. Continua a leggere ‘Vent’anni fa o giù di lì’
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Vent’anni fa o giù di lì
L’angelo del focolare di Casapiddu ha vinto. Non nasconde la sua felicità, e da due giorni sta chiusa in cucina a preparare un superpranzo per 650 invitati. Piatto forte cornettini alla nutella. La Santa Sede ha infatti fatto sapere che la visita a casapiddu per il thè è annullata, a causa delle “ben note vicende di questi giorni”.
“Una vittoria della scienza, ancor prima che della tecnica”, questo il commento stringato rilasciato dalla Sguattera mentre usciva di casa, attorniata dai giornalisti.
Il mondo politico reagisce fermamente. “Tutti hanno il sacrosanto diritto ad un thè a casapiddu, o ad almeno a una tazza di acqua calda.” risponde così Casini, interpellato mentre sodomizzava la terza moglie con tanto di schiaffi sul culo. Anche il premier ha voluto rimarcare il suo rammarico: “Un’occasione sprecata per far capire al santo padre quanto siamo devoti in cambio di voti”
La Sguattera, mossa a compassione, ha infine rivolto un ultimo appello a papa Nazinger, in modo da stemperare i toni e favorire uno spiraglio: “si vol venire vieni, però sta a casa“.

Non basta la polemica sulla presenza di Benedetto Nazinger all’inaugurazione dell’anno accademico dell’università La Sapienza: anche a casapiddu il pontefice ha fatto parlare di sé. E’ di queste ultime ore, infatti, la fuga di notizie che rivela lo scontro avvenuto tra la Sguattera ed il papa. Stando a quanto dice la Vecchia (vicina di casa), infatti, il segretario di stato Vaticano avrebbe avanzato la richiesta di un invito per il thè a casapiddu, in cui ospite d’onore sarebbe stato proprio il santo padre. La sguattera si è opposta con fermezza e decisione, scrivendo una lunga lettera al gran consiglio Vaticano, in cui spiega i motivi del suo rifiuto. Scritta in italiano arcaico, la missiva ha in questa frase il punto saliente:
“Scusatece pe l’amor de ddio, ma che per caso noaltre semo nuti mai a casa vostra a magnè o a beve qualcosa? Me pare de no, tanto ben che ta vualtre i soldi ve scappeno da l’orecchie ‘nco, e noaltre ‘n c’emo i soldi per fa cantà un ciéco.”
La Sguattera ha fatto quindi seguire discernimenti prettamente filosofici, dominati da una cultura apertamente laica e incentrata sull’amore per la Scienza che contraddistingue casapiddu. Riconciliante il finale, dove parla di un probabile matrimonio cattolico e della supplica di non venire scomunicata, sennò chi la sente la suocera.
I 67 professori dell’Università La Sapienza di Roma, firmatari dell’appello contro l’intervento di Nazinger in un luogo in cui si professa la sola ed universale fede per la Scienza, prenderanno spunto proprio dalla Sguattera per una risposta a tono. Constatato che scontrarsi contro la potenza della cosca Vaticana è impossibile, si cerca di giungere ad una mediazione: te vieni a dire le tue idiozie nella nostra università, e noi recitiamo il prossimo Angelus dalla finestra di casa tua.








