
Non basta la polemica sulla presenza di Benedetto Nazinger all’inaugurazione dell’anno accademico dell’università La Sapienza: anche a casapiddu il pontefice ha fatto parlare di sé. E’ di queste ultime ore, infatti, la fuga di notizie che rivela lo scontro avvenuto tra la Sguattera ed il papa. Stando a quanto dice la Vecchia (vicina di casa), infatti, il segretario di stato Vaticano avrebbe avanzato la richiesta di un invito per il thè a casapiddu, in cui ospite d’onore sarebbe stato proprio il santo padre. La sguattera si è opposta con fermezza e decisione, scrivendo una lunga lettera al gran consiglio Vaticano, in cui spiega i motivi del suo rifiuto. Scritta in italiano arcaico, la missiva ha in questa frase il punto saliente:
“Scusatece pe l’amor de ddio, ma che per caso noaltre semo nuti mai a casa vostra a magnè o a beve qualcosa? Me pare de no, tanto ben che ta vualtre i soldi ve scappeno da l’orecchie ‘nco, e noaltre ‘n c’emo i soldi per fa cantà un ciéco.”
La Sguattera ha fatto quindi seguire discernimenti prettamente filosofici, dominati da una cultura apertamente laica e incentrata sull’amore per la Scienza che contraddistingue casapiddu. Riconciliante il finale, dove parla di un probabile matrimonio cattolico e della supplica di non venire scomunicata, sennò chi la sente la suocera.
I 67 professori dell’Università La Sapienza di Roma, firmatari dell’appello contro l’intervento di Nazinger in un luogo in cui si professa la sola ed universale fede per la Scienza, prenderanno spunto proprio dalla Sguattera per una risposta a tono. Constatato che scontrarsi contro la potenza della cosca Vaticana è impossibile, si cerca di giungere ad una mediazione: te vieni a dire le tue idiozie nella nostra università, e noi recitiamo il prossimo Angelus dalla finestra di casa tua.
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